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ORDINANZA 1811 (PARTE II)
   

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Siamo in pieno governo Napoleonico installato in Velletri il 3 agosto 1809 che durerà fino 20 gennaio 1814, giorno nel quale sarà sostituito da un governo provvisorio di Sua Maestà Gioacchino Murat, Re delle due Sicilie che, approfittando del marasma a seguito della disastrosa sconfitta di Napoleone a Lipsia, abbandona il cognato e sotto l'insegna dell'unità d'Italia occupa con truppe napoletane gli Stati Romani. Fu durante il periodo napoleonico che il palazzo Comunale venne dichiarato dal Prefetto del Dipartimento di Roma, 25 maggio 1812, (per la seconda volta) proprietà del governo francese. Il Maire Antonelli protesta vivacemente contro questo sopruso ed invia un memoriale di rimostranza al Prefetto che , ovviamente, non avrà alcuno effetto. In compenso si concede al Comune, per intercessione di Ennio Quirino Visconti, di continuare a fregiarsi del suo stemma. Ma già nel 1798, il 26 germinale dell'anno 6° (domenica 15 aprile 1798) c'era stato un primo tentativo dei francesi di mettere le mani sul sudatissimo Palazzone veliterno dichiarandolo, malgrado «...un solenne atto di protesta passato avanti al Notaio... » proprietà del governo francese. Ma questa proprietà è di breve durata che il 19 marzo 1801, Pio VI, ritornato al governo dei suoi stati, con Motuproprio che pur incamerando tutti i beni della Comunità esclude il palazzo Comunale che ritorna così ai suoi legittimi proprietari. Si riporta un sintetico riepilogo delle avventurose vicende del nostro Palazzone durate 205 anni, tratto da "Il Palazzo Comunale di Velletri", pg. 44, dell'ing. Augusto Remiddi, , tip. Claudio Stracca, Frosinone 1904) «...Lo sviluppo di questo edificio fu abbastanza fortunoso. Nacque bello, moderato, ma con pochi mezzi di fortuna, e perciò crebbe stentatamente, sdrucito, esposto a tutte le intemperie. Cambiò pilota ad ogni succedersi di Cardinale Governatore. Ebbe per avversari gli eserciti stranieri [l'ultimo dei quali accanitissimo, n.d.r.], le carestie , le pestilenze. Fu assalito da uragani, fu percosso da fulmini, fu scosso da terremoti. Cambiò per fino padrone…»

Dopo 433 anni è sempre lì…! Imponente e maestoso come si mostra in questa notissima silografia di Lindmann Frommell del 1873 inserita nel libro "ITALIA, Viaggio Pittoresco Dall'Alpi all'Etna" di C. Stieler, E. Paulus, W. Kaden, editori Fratelli Treves, Milano 1873 . Magari perennemente ingabbiato per infiniti lavori di restauro... ma.. pronto a sfidarne chissà quanti altri di secoli.

Nota: Sul retro della figura dell'aquila imperiale si intravede uno scritto a penna: «Io sotto scritto Trombetta Pubblico di questa Mairie di Velletri Riferisco di aver Pubblicato e Affisso il Presente Ordine nei luochi soliti di questa Città Velletri 20 Gennaro 1811» Ludovico Pierimarchi.
18 genn. 1811, Avviso per il Passaggio di diversi Corpi di Truppa
   
   
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