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MARZIO GINNETTI, CARDINALE DI S.R.C. (BIOGRAFIA UFFICIOSA)
   

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Da “ La giusta statera de’ PORPORATI ” , NN, Genevra 1650
MARTIO GINNETT I

nativo della città di Velletri,di nascita vile, figliolo d’un mercenari , venne in Roma nel principio della creazione di Urbano VIII. Corteggiando diversi Cardinali, alla fine si pose in Prelatura sendo ben visto dal Cardinale Barberino Francesco, quale l’ajuto appresso il Papa suo zio in maniera che l’istesso Pontefice lo tenne in gran stima, à segno tale che lo promosse alla Porpora, acciò non havesse da riconoscer altra dependenza che quella di casa Barberina, sua Beatitudine lo arrichi di molti beneficii, e lo fece Vicario del Papato, qual officiò dura in vita, lo fece anco Protettore di tutto l’ordine Carmerlitano, e del cortinuo lo fecero stanciare nel Palazzo Apostolico perche dalla continua confidenza, se gl’impressero tutte tacitamente le proporzioni Barbarine, ma perche era affatto ignoto a Prencipi, e non godeva credito alcuno pensorno li Barberini o d’illustrarlo col cospetto del mondo, o clarificarlo con l’insigne legazione di Germania per trattar la pace universale, à finche la Christianità lo riconoscesse per principale istromento del publico beneficio, ma nell’infelice esito di quella sua carica, più presto li fecero parere le sue inerzie, e si rese ridicculo con si sublime impiego per che se non fece frutto per la Christianità, frutificò se stesso e la sua casa dove vivendo con grandissimi risparmi avanzò li grossi stipendii di quella Legazione, doppò il ritorno dalla quale senza che arrivasse a Roma, gli fu mentre stava in viaggio per uomo apposta inviato à Ferrara, conceduto la Legazione di quella città, dove cumulò non poche richeze, e poi quando arrivò in Roma, il Cardinale Capucino li pagò tutti li emolumenti decorsi del vicariato da lui aministrato nell’absenza, detto Ginnetti havendo anco à suoi parenti daiti tutti quelli offizii e dignità che hanno saputo e puotuto, per incivilire la sua rustica natura: Il Cardinale non è molto dotto, benche si sia grandemente affaticato in studiace . Li Barberini non lo nominorno in Conclave sapendo bene che non sarebbe puotuto riuscire, sendo conosciuto per troppo loro parziale obligato, non gode alcuna aura nel sacro colleggio, è soggetto Papabile in quanto all’età, hoggi non si mira al soggetto, m’alli parenti che che hanno. Chi vede la casa di questo Cardinale in ogni tempo la vede nuda di corteggio, non andandovi alcuno eccetto quelli che hanno negozii attinenti al Vicariato, e che per necessitàhabbia da passar per le sue mani; e di più chi ben mira non si vede mai in ogni funzione appresso di lui alcuna carrozza di corteggio, essendo tenuto per Cardinale destituito: Questo Cardinale si mostra esser independente da Prencipi per la pretendenza che. tiene al Papato, e benche sia stato legato à Latere appresso l’Imperatore per la pace universale come sopra, non per questo è divoto di cafa d’Austria, perch’essendo tutto dependente di casa Barberina, come tale in ogni tempo sarà Francese, se non scopertamente almeno occulto: il trattar suo è famigliare e flematico, , mostrando di favorir ogni uno & è di buona natura mà malinconico.
(vedi pagine originali in – Granelli di Storia - )

   
   
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