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VI FU OSPITE PER 200 ANNI
   

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Dall’OSSERVATORE ROMANO”
del 23 dicembre 1927

LA TOMBA DIMENTICATA DEL
CARDINALE STEFANO BORGIA

In una delle cappelle laterali della vecchia cattedrale lionese, una volta consacrata a San Michele, attualmente dedicata al Sacro cuore, riposa il corpo di S. E. il Card. Stefano Borgia, nato a Velletri (Italia), il 3 dicembre 1731 , morto a Lione il 23 novembre 1804.
Una lapide in marmo nero recante una lunga iscrizione in lettere dorate, posta contro il pilastro a sinistra, entrando nella cappella, richiama la memoria e la carriera del defunto. E’ in parte nascosta dalla cassa di S. Esupero. Quando verso la fine dell’anno 1804, Sua Santità Papa Pio VII venne in Francia per incoronare l’imperatore Napoleone I, era accompagnato da cinque Cardinali, quattro Vescovi, sei Prelati e un certo numero di principi romani, ufficiali della guardia nobile, gentiluomini, elemosinieri, segretari e domestici.
Il Card. Stefano Borgia era tra le Eminenze al seguito pontificio.
Il corteo papale, comprendente 18 berline, 3 furgoni a quattro ruote e 2 carrette a due ruote, con un totale di 74 cavalli, aveva lasciato Roma il 3 novembre, raggruppato in tre divisioni succedentesi a un giorno di intervallo. Il Card. Borgia, caduto malato nel corso del lungo e periglioso viaggio minuziosamente preparato dal Card. Fesch, che vi partecipava, non tardò a destare viva inquietudine nel suo seguito. Arrivò in condizioni gravi al palazzo dell’Arcivescovato, e s’arrestò a Lione per morirvi. «Se muore a Lione, aveva detto il Papa lasciandolo il 21 novembre, rinnoverà San Bonaventura, che morì anche lui in questa città quando accompagnava il Papa Gregorio X al secondo Concilio di Lione (1274)»
Due giorni dopo, il 23 novembre alle ore 10 di sera, il Card. Borgia moriva dopo aver ricevuto in perfetta conoscenza gli ultimi Sacramenti. La dichiarazione del suo decesso fu fatta al municipio della divisione dell’ovest dai Vicari Generali Courbon e Benaud (Archivi municipali di Lione).
Si imbalsamò il corpo del defunto, che fu posto in una cappella ardente all’Arcivescovato. Per tre giorni i fedeli sfilarono dinanzi a lui. Si fecero in seguito funerali solenni colla partecipazione del clero lionese, delle autorità civili e militari e di tutte le personalità lionesi. Il convoglio, partito dalla cattedrale, vi ritornò dopo dopo aver percorso le due rive della Saòne. Vi fu una funzione solenne e panegirico del defunto pronunciato dal signor de Bonnevie, canonico della metropoli.
“Il discorso composto in 31 ore, e nel quale, secondo l’espressione dell’oratore «non ha fatto che raccogliere i tratti sparsi d’una vita scritta su una tomba, senza preparazione, e nel disordine d’una tristezza comune» non smentisce punto alla lettura l’impressione profonda che ha prodotto su un uditorio immenso. Vi si ritrova ovunque la gravità e la semplicità che convengono al soggetto, unite ai movimenti d’una eloquenza commovente” (Lettera di un giovane lionese , Lione 1804, Stamperia Ballanchè). Il Card. Borgia era stato onorato della confidenza dei Papi Pio VI e Pio VII. Segretario, poi prefetto della Congregazione romana di Propaganda, vi consacrò le sue rendite e le lasciò i suoi beni, ad eccezione delle collezioni artistiche di cui fu erede la sua famiglia.
Quando il Papa Pio VII, ritornato da Parigi, soggiornò a Lione, vollero presentargli il dott. Petit come uno dei medici che avevano curato il Card. Borgia. C’era allora la moda dei discorsi e il dottore disse al Santo Padre: « Il Card. Borgia non è più: egli appartiene ormai alla storia per il suo nome, all’immortalità per le sue virtù. La nostra scienza, impotente di fronte alla volontà dei cieli, non ha potuto conservarlo alla nostra amicizia e ai progressi della Fede: ma questa scienza ha reso i suoi dolori meno acuti, ha sostenuto il suo coraggio e raccolto per voi i suoi ultimi pensieri».
Il Card. Borgia riposa dal 1804 in una cassa di piombo, al fondo dei sotterranei della cappella San Michele. La targa posta al disopra della tomba è scomparsa durante il rifacimento del pavimento della cappella, all’epoca del Card. de Bonald.

   
   
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